Ready Player One, un capolavoro postmoderno

Un film straordinario, effetti speciali e citazioni a gogo.

Fantascienza, ma non troppo…

Steven Spielberg ci ha provato, come al solito, i suoi film non sono mai banali, mai leggeri, mai quello che sembrano.

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E questo non fa eccezione.

RPO è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 2010 di Ernest Cline.

Nell’anno 2045, l’inquinamento e la sovrappopolazione hanno rovinato la vita sulla Terra. Come via di fuga dalle loro vite nelle città decadenti, le persone si immergono nel mondo virtuale di OASIS, dove possono prendere parte a numerose attività per lavoro, educazione e intrattenimento.

Wade Watts, un giovane da Columbus che frequenta OASIS, tenta di battere il “Gioco di Anorak”, una serie di sfide create dall’ideatore di OASIS, James Halliday, morto da poco.

Spielberg ci mostra un mondo malato, dove a Columbus, la città più in espansione dell’intero globo, una grossa fetta della popolazione è costretta a vivere in una zona chiamata “le cataste”, un quadro molto pauroso, se immaginiamo che possa accadere da qui a 20 anni.

Una popolazione completamente immersa nel “virtuale”, dove puoi andare al di là della tua condizione personale, della tua vita infelice, della condizione di povertà. In OASIS puoi essere chi vuoi.

Ma il messaggio che passa forte è che, anche all’interno di un gioco, all’interno del mondo virtuale, anche in un posto che dovrebbe essere puro divertimento, può esserci cattiveria, prevaricazione sofferenza.

Quando Halliday sparisce e fa iniziare il gioco di “Anorak” (l’avatar dello stesso defunto ideatore del gioco) si scatena una corsa alle 3 chiavi, che consegneranno la proprietà dell’intero gioco e una montagna di soldi a chi le troverà.

L’intera narrazione si alterna tra “virtuale” e “reale”, ma lo spettatore quasi non nota la differenza, tanto le due cose sono compenetrate.

Il pezzo forte di tutto è la cultura pop, fortemente presente in ogni angolo della visione. Citazioni continue, dai film, dai videogiochi, dalla musica, dai capolavori dell’arte. Un gigantesco omaggio al ventennio a cavallo tra gli anni 70/80 dove tante innovazioni di cui beneficiamo anche oggi sono state inventate.
Pc, cellulari, console per videogiochi, coin-op, cartoni animati di fantascienza e tanto altro.

Ne ho individuati alcuni, ma sono certo che alcuni mi siano scappati.

Spielberg e Cline fanno un lavoro straordinario, utilizzando un argomento tanto caro alle giovani generazioni, per trasmettere un messaggio di allerta, un messaggio forte sul fatto che la bramosia di potere e di denaro possono portare le persone a fare qualsiasi cosa, sia nel reale che nella realtà virtuale.

Mi ha dato una forte emozione, un tuffo nel passato ad ogni citazione, luci, effetti, storia, straordinari.

Bravi anche i giovani attori.

All’ottimo Tye Sheridan si affiancano Ben Mendelson, la “nemesi” ufficiale del film e il grandissimo Mark Rylance, che sembra tagliato per questo ruolo, gli viene cucito addosso dal regista e lui rende alla grande, da vecchio nerd.

Io consiglio vivamente di andare, di corsa, a guardarlo, perché non è per niente scontato e i colpi di scena sono dietro l’angolo, come le citazioni e gli “easter egg”.

Se avete giocato almeno una volta ad Arcanoid, avete inserito una cartuccia in un Atari o in un Intellivision, dovete vederlo, e questo vi donerà una “luccicanza” particolare.

DeLorean, Gundam, Il Gigante di Ferro, Street Fighter, Mac 5, Batmobile, Blanka, DeadPool, King Kong, Chuky, Lara Croft. E tanto altro.

Ed ora, di corsa al cinema.

Anál nathrach, orth’ bháis’s bethad, do chél dénmha.

Frida (2002)

Infinity War. Thanos è arrivato e vuole annientare l’universo

Fonte: http://www.v-news.it/ready-player-one…aradiso-dei-nerd/

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