‘1984’, la profezia di Orwell è divenuta realtà

Quella che sembrava una terribile profezia si sta lentamente avverando. O forse no. Insomma ogni volta che ci si approfondiscono i temi sollevati dal libro 1984 di George Orwell il pubblico e la critica si divide tra scettici e assertori convinti dell’inizio dell’era del “Grande Fratello”. Bisogna riconoscere che molte delle “visioni” dell’autore sono esattamente presenti nella realtà moderna. Non è certo il titolo di un programma televisivo che ci convince della “presenza” del “Big Brother”Big-Bro tra noi ma l’uso ormai sempre più decisivo e costante delle nuove tecnologie e del “linguaggio” che con esso si diffonde sempre di più divenendo “essenziale” nelle nostre esistenze. Prendiamo il fenomeno degli smartphone e dei social network: sono strumenti della più avanzata tecnologia moderna che hanno letteralmente cambiato i nostri costumi e influenzato (spesso negativamente) i nostri comportamenti sociali. Oggi diciamo “non ne possiamo fare più a meno”, sottolineando l’importanza che hanno assunto. Anche il linguaggio si è modificato. Non più “cellulari”, magari “evoluti” per far intenderne i progressi tecnologici: si usa il termine anglosassone “smartphone” (telefono intelligente). big2Lo stesso avviene in tutti gli altri ambiti nei quali la tecnologia ha superato ormai di gran lunga la letteratura non solo “fantascientifica”. 1984 si inserisce nel solco della cosiddetta “distopia”, cioè la descrizione di una società immaginaria o comunità indesiderabile o spaventosa. Il termine, contrario di utopia, è utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (ambientata nel futuro) nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. In genere ci sono due filoni, quello “totalitarista”, dove l’autore descrive una vera e propria “dittatura” in una società futura, e quello “post apocalittico”, una società straziata e malata a seguito di un grave evento. Nel primo caso gli elementi caratterizzanti sono: – una società gerarchica, in cui le divisioni fra le classi sociali (o caste) sono rigide e insormontabili; – la propaganda del regime e i sistemi educativi costringono la popolazione al culto dello Stato e del suo governo, convincendola che il proprio stile di vita è l’unico (o il migliore) possibile; – il dissenso e l’individualità sono visti come valori negativi, in opposizione al conformismo dominante. Si assiste a una “depersonalizzazione” dell’individuo; big3– lo Stato, oppure le corporazioni hi-tech, o una congregazione religiosa, sono spesso rappresentati da un leader carismatico adorato dalla gente e oggetto di culto della personalità; – il mondo al di fuori dello Stato è visto con paura e ribrezzo; – il sistema penale comprende spesso la tortura fisica o psicologica; – agenzie governative o paramilitari (come una polizia segreta) sono impegnate nella sorveglianza continua dei cittadini. La sorveglianza può essere sostituita anche da potenti e avanzate reti tecnologiche; – il legame con il mondo naturale non appartiene più alla vita quotidiana. Tutti questi elementi narrativi hanno caratterizzato opere di rilievo tra cui Il padrone del mondo (Lord of the World, 1907) di Robert Hugh Benson, Il tallone di ferro (The Iron Heel, 1908) di Jack London, Noi (Мы, 1921) di Evgenij Ivanovič Zamjatin, Il mondo nuovo (Brave new world, 1932) di Aldous Huxley,George-Orwell e appunto 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948) di George Orwell. All’insegna del terribile motto « La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza. », il Socing (il fantomatico socialismo inglese – il capitalismo-colonialismo odierno di matrice anglosassone non è forse vicino a molti aspetti della dittatura descritta da Orwell ?) rende schiavi i cittadini governati dal “Grande Fratello – Big Brother” che tutto vede e tutto sa. Non può non scorrere un brivido lungo le nostre schiene vista l’era delle “videosorveglianze”, delle web-cam, di Internet sempre più invasivo nelle nostre vite. « L’Ortodossia consiste nel non pensare — nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza. », scrive Orwell in 1984 e balza alla mente un recente spot pubblicitario di una nota compagnia telefonica dove si afferma che “Le nuove tecnologie ci stanno dando la libertà di non dover più scegliere. Non è fantastico?”: un’affermazione terribile. big3Non scegliere significa non avere coscienza critica, annullare l’Io. Altro indizio? Senza voler essere “complottisti” ad ogni costo, sono evidenti ( e inquietanti) le analogie con quanto scritto da Orwell nel 1948 (il titolo del libro infatti nasce da tale data con le ultime due cifre invertite – in verità l’autore voleva intitolarlo “L’ultimo uomo in Europa”). I due protagonisti del libro, Winston Smith e la compagna Julia sembrano trovare solo nell’amore e nella sessualità libera una via di fuga ad una società di schiavi, automi, privi di identità e libertà. 1984novel<< Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all’odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico >>, scrive l’autore nel passaggio che narra dell’incontro intimo tra i due protagonisti del libro, lui imiegato a trasformare articoli e notizie al Ministero della Verità, lei giovane attivista della Lega Giovanile Antisesso, i quali entrambi saranno scoperti, arrestati e torturati. Anche in questo caso il tema dell’amore e del sesso sempre più sviliti e “surrogati” non sono forse una caratteristica della società moderna? Dunque gli spuntibig5 di riflessione sono davvero innumerevoli. Dalla riflessione sul totalitarismo alla cosiddetta “neolingua”, ossia la trasformazione del significato delle parole. Mutare il senso di un termine nel gergo corrente per far dimenticare il significato precedente e annullare così il passato: la manipolazione dell’informazione e della conoscenza è un altro tema assolutamente centrale nel moderno dibattito socio-culturale mondiale che difficilmente si può esaurire in modo soddisfacente in poche righe. Insomma 1984 ha incredibilmente anticipato la società moderna nella sua evoluzione e nelle sue contraddizioni. Terrorismo, guerre informatiche, spionaggio, la tecnologia imperante … non sono più semplici “visioni” di un grande scrittore ma realtà. Ma forse sono solo suggestioni… ci stiamo sbagliando. Attenzione… “Lui” ci vede e ci ascolta! orwell

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